Ragù alla bolognese: la ricetta di Orietta Berti con un sorprendente ingrediente segreto

C’è un momento, quando il profumo del soffritto comincia a riempire la cucina, in cui capisci che non stai solo preparando un sugo. Stai costruendo un ricordo. E quando ho scoperto “il trucco” di Orietta Berti, ho avuto quella piccola sorpresa che ti fa venire voglia di mettere subito la pentola sul fuoco.

Il “segreto” che cambia tutto: burro, ma senza panna

L’ingrediente che fa parlare è semplice e quasi disarmante: 80 g di burro. Non aggiunto alla fine, non a pezzetti qua e là, ma sciolto subito insieme all’olio extravergine di oliva all’inizio, nel soffritto.

L’effetto, se lo fai con calma, è concreto: una consistenza più cremosa, vellutata e “rotonda”, senza bisogno di panna e senza trasformare il condimento in qualcosa di diverso. È come se il fondo diventasse più avvolgente, e la carne trovasse una casa morbida in cui cuocere per ore.

Ingredienti

(Per 6-8 porzioni)

  • 80 g di burro
  • 2-3 cucchiai (fino a 8, secondo gusto) di olio extravergine di oliva
  • 1 cipolla (tritata finissima)
  • 1 carota (tritata finissima)
  • 1 costa di sedano (tritata finissima)
  • 100 g di pancetta arrotolata (a cubetti)
  • 750 g di carne macinata, idealmente 300 g maiale magro + 450 g manzo (spalla o taglio saporito)
  • 2 bicchieri di vino (per sfumare)
  • 600-700 g di passata di pomodoro (oppure pelati)
  • 1-1,5 bicchieri di acqua calda (per diluire la passata)
  • 1-2 foglie di alloro
  • 3-4 foglie di salvia
  • Sale e pepe q.b.

Per servire: tagliatelle all’uovo e Parmigiano Reggiano.

Method

  1. Sciogli burro e olio in una casseruola capiente a fuoco dolce. Non avere fretta, qui si gioca già la “mano” del piatto.
  2. Aggiungi cipolla, carota e sedano tritati, poi la pancetta. Fai andare piano, mescolando spesso, finché le verdure diventano morbide e la pancetta appare traslucida. L’obiettivo è un soffritto dolce e profumato, non scuro.
  3. Unisci la carne macinata. Sgranala bene con il cucchiaio e falla rosolare finché perde l’aspetto crudo e prende un colore uniforme. Questo passaggio dà profondità, quindi meglio qualche minuto in più che uno in meno.
  4. Sfuma con il vino e lascialo evaporare del tutto. Devi sentire il profumo pulito, non l’alcol.
  5. Versa la passata diluita con acqua calda, poi aggiungi alloro e salvia. Regola di sale e pepe.
  6. Cuoci a fuoco bassissimo per almeno 6 ore, con coperchio semiaperto. Mescola ogni tanto, e più spesso verso la fine. Se asciuga troppo, aggiungi pochissima acqua calda. Se resta liquido, non alzare il fuoco, continua e lascia fare al tempo.
  7. Il risultato deve essere scuro, denso e lucido, senza “lago” d’acqua in superficie. A quel punto capisci perché si chiama ragù: è un abbraccio lento, non una corsa.

Piccoli dettagli che fanno la differenza

Quando lo fai davvero “alla Orietta”, ci sono tre idee che restano impresse:

  • Grasso ben dosato: burro più olio, all’inizio, per una base più setosa.
  • Cottura lunghissima: il sapore non si inventa, si costruisce minuto dopo minuto.
  • Erbe semplici: alloro e salvia danno un profumo pulito, domestico, riconoscibile.

Come servirlo (e cosa aspettarti)

Con le tagliatelle all’uovo è il suo habitat naturale. Io consiglio di scolarle molto al dente e di mantecarle un minuto in padella con un mestolo di sugo, così la pasta si “veste” davvero. Poi Parmigiano, senza timidezza.

E l’ingrediente segreto? Non è un colpo di scena artificiale. È una scelta precisa: quel burro nel soffritto rende il ragù più morbido e armonioso, come se ogni sapore trovasse la sua posizione perfetta. Dopo, ti viene solo voglia di rifarlo.

Redazione Caffe News

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